Agroforestry

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Una soluzione per combinare l’agricoltura e la creazione di nuove foreste e boschi

Che cos’è l’agroforestry o, detta all’italiana, un sistema agroforestale?

Per spiegarla semplice, per agroforestry si intende un sistema di gestione agricolo dove alberi e arbusti, ossia piante legnose e longeve, vengono coltivate in combinazione a colture erbacee e/o pascoli.

Cosa comporta?

Queste pratiche rappresentano una strategia per incrementare la diversità biologica e strutturale dei territori agricoli. Cosa significa?  Significa aumentare le diverse tipologie di piante, arbusti, fiori e bacche presenti nell’area e diminuire l’erosione del suolo (e quindi smetterla di rendere il terreno infertile per il troppo utilizzo o costruire l’ennesimo capannone accanto al campo di grano che vedi accanto alla tangenziale). 

In ultimo, l’agroforestry aiuta a differenziare i prodotti e quindi a far ottenere un reddito più stabile alle singole aziende agricole le quali, grazie alla differenziazione dei prodotti, hanno un minor rischio rispetto alla produzione di un singolo prodotto.

Esempi di coltivazioni agricole con sistema agroforestale. 

Qual è la situazione in Europa?

Ad onor del vero, Agroforestry è una pratica già abbastanza comune nel territorio Europeo. I paesi più caldi hanno (per una sacrosanta volta 😇 ) una potenzialità maggiore dei paesi a Nord (già privilegiati da un miglior sistema socioeconomico eheheh). 

Quindi forza Spagna, Italia, Portogallo, Grecia, Cipro, Romania e Bulgaria… potremmo fare grandi cose insieme con l’agroforestry!!!

Qual è la situazione in Italia?

Il Sud Italia conta un maggior numero di alberi sul territorio agricolo, mentre al Centro-Nord le pratiche integrative e multifunzionali sono più rare e si preferisce segregare la produzione agricola dalla copertura forestale. Infatti, chi come noi è stato molto tempo in Pianura Padana, non si ricorda più cosa sia una foresta europea… anzi, i suoi occhi sono più che abituati a campi e capannoni, altri campi e altri capannoni e capannoni conditi a campi. 

(Vi ricordate il grande Adriano e il suo ragazzo della via Gluck che si chiedeva perchè non lasciano l’erba? Beh… anche noi ce lo chiediamo ben 60 anni dopo! Che artista!
Vi lasciamo il video, così potete ascoltarlo mentre continuate a leggere.
)

Funzionamento del sistema agroforestale

Un esempio di Agroforestry in Olanda

L’articolo qui sopra (è in inglese ma se ce lo chiedete ve lo traduciamo) racconta di tantissimi casi esistenti dove tale metodo ha avuto effetti estremamente positivi. Ad esempio in Olanda, appena fuori Utrecht, presso la The Food Forest di Haarzuilens, i fondatori Jan Degenaar e Maarten Schrama hanno piantato alberi da noce e nocciole, alberi da frutto, varietà di bacche, erbe, e verdure.

La diversità di alberi e arbusti commestibili e non (ben 100 diversi) insieme a colture rare, siepi per l’ombra ed uno stagno per attirare insetti e animali, ha fatto sì che il numero di specie di uccelli nidificanti, insetti e piccoli mammiferi sia aumentato esponenzialmente in soli 3 anni. La loro Food Forest è diventata inoltre un luogo di ricreazione dove le persone possono venire a rilassarsi e divertirsi tra la natura, come si faceva quando a scuola si usciva in giardino per l’intervallo.

Quindi, se siete arrivati fino alla fine di questo non brevissimo articolo qui… vi lasciamo 3 motivi per convincere chi volete (se è qualcuno coinvolto con la pianificazione territoriale… meglio 😉) ad adottare tecniche di agroforestry.

Agroforestry potrebbe essere una soluzione per il paesaggio agricolo degli uliveti, che spesso producono un reddito troppo basso rispetto alla terra coltivata ed al lavoro richiesto. Definire un sistema che integra la produzione di olive con altre colture è già un obiettivo della comunità scientifica (ti lasciamo il link del paper se il vostro interlocutore vuole fonti affidabili) . L’Italia ha la fortuna di avere un clima temperato che permette la produzione degli oli più buoni del mondo. Se riuscissimo ad integrare la produzione di olive con altre colture avremmo due piccioni con una fava.

Clicca qui e scopri di più

Agroforestry potrebbe aumentare la copertura forestale e di conseguenza contribuire alla mitigazione degli effetti del cambiamento climatico tramite sequestro di carbonio dal ciclo atmosferico. Più alberi, più ossigeno, più spazi verdi sia per gli umani che per gli animali! E voim siete mai stati in una foresta europea? Ve lo assicuriamo, è bellissimo!!!

Agroforestry offrirebbe riparo e habitat per molti uccelli e piccoli mammiferi che possono tranquillamente coesistere con un sistema agricolo. E’ stato dimostrato che grazie alla pratica di agroforestry c’è stato un ritorno di numerose specie animali nelle aree interessate. In Italia non ci sono più spazi wild…ossia spazi selvaggi, con animali liberi… perché non reintrodurli?

La nostra conclusione

Secondo noi la rinaturalizzazione o il rewilding – come dicono i non nostrani – è la chiave…  e secondo voi? Grazie per essere arrivati fin qui… vi terremo aggiornati sulle nostre prossime attività di rinaturalizzazione.

Sarà divertente… e wild. Parola di lupetto.

3 commenti su “Agroforestry: una soluzione per combinare l’agricoltura e la creazione di nuove foreste e boschi”

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