Collaborazione:

Chiacchiere da bar
con l'esperto

#MaketheSpaceGreener

Igor Andreoni, astrofisico bergamasco che lavora in California insieme a "quelli di The Big Bang Theory", ci parla dell'inquinamento luminoso e ci svela alcuni segreti del Cielo.

Grazie ad Iris Andreoni e all’Ecopost, abbiamo l’opportunità di condividere questa chiacchierata con l’astrofisico Igor Andreoni, che lavora come ricercatore presso il California Institute of Technology, forse ai più conosciuto come il luogo dove lavorano quelli di The Big Bang Theory. Parleremo di stelle, inquinamento luminoso, distanze spaziali, vita su Marte e alieni. Tutte quelle domande che chiederemmo  a nostro fratello se fosse un astrofisico, le farà Iris per noi.

Riportiamo qui parti dell’interessante conversazione tra i due fratelli Andreoni.

Cosa è l'Astrofisica? Cosa studia un astrofisico?

“L’astrofisica non c’entra molto con l’oroscopo.

E’ lo studio dell’Universo. E’ l’osservazione delle strutture e dei processi che avvengono e che sono presenti all’esterno della nostra atmosfera, sul Sole, i pianeti ma anche a livello di galassie.

Alla fin fine, l’obiettivo di fondo è quello di capire meglio le leggi della natura che governano tutto quello che osserviamo.”

inquinamento luminoso cielo
La Luna e la Terra

L’inquinamento luminoso nel cielo

“L’inquinamento luminoso è un’alterazione dei livelli naturali di luce che abbiamo di notte. Nonostante le luci di notte siano bellissime, ci sono delle conseguenze per l’ecosistema.
Ci sono delle conseguenze per gli animali, ma anche per gli uomini che non riescono più ad avere un ciclo di sonno e di alternanza del giorno e della notte. 
Da astrofisico, l’inquinamento luminoso nel cielo fa sì che tutti quegli osservatori sviluppati vicino a grande città non possano più essere utilizzati per fare scienza, perché tutto il rumore che arriva ci impedisce di vedere nitidamente il cielo.
E’ un problema per la scienza.

Che effetti può avere il cambiamento climatico sul Cielo

“Senza dubbio anche l’astronomia e l’astrofisica sono collegate ai cambiamenti climatici.

In modo basilare, siamo dipendenti dal meteo per fare le nostre osservazioni e quindi i cambiamenti climatici chiaramente possono anche danneggiare la nostra abilità di effettuare i nostri studi.

L’astronomia non ha il compito o l’obiettivo principale di impedire o contrastare i cambiamenti climatici .

Tuttavia, grazie agli studi dello spazio, siamo costretti a sviluppare delle tecnologie che per forza di cose vanno a beneficiare l’utilizzo delle risorse energetiche pulite e che possono aiutare a contrastare il cambiamento climatico.

Per esempio, tante delle osservazione che effettuiamo vengono fatte attraverso i satelliti che vengono mandati in orbita e, affinché questi satelliti vivano e funzionino per molti anni, bisogna costruire dei pannelli solari che siano molto efficienti e duraturi. Sicuramente, questo tipo di tecnologia può esser esportato nelle aziende e nelle nostre case ed aiutarci su scala personale. Allo stesso tempo, se vengono utilizzati da sempre più persone si potranno avere effetti su più larga scala, anche per contrastare i cambiamenti climatici in futuro.”

inquinamento luminoso cielo

Ma quanto è grande l'Universo? Capiamo le distanze

“E’ incredibile questa combinazione tra noi che siamo infinitamente piccoli ma allo stesso tempo così preziosi, perchè è così difficile che esistano tutte le condizioni per la vita intelligente.”

Per capire le grandezze del nostro universo possiamo immaginare di fare un viaggio.

Potremmo prendere in considerazione la distanza da Milano a Bari – circa 900 km – nel momento in cui vogliamo raggiungere l’oggetto che è più vicino alla Terra, che è la Luna.  Per arrivare sulla luna con la stessa macchina ci mettiamo più di 400 volte rispetto alla lunghezza della distanza tra Milano e Bari.
L’Apollo 11 ci mise circa 3 giorni. Ma la velocità di punta dell’Apollo 11 era di 40 mila chilometri orari, quindi molto veloce.

Ora possiamo provare ad immaginare di essere a bordo dell’Apollo 11, invece che sulla nostra macchinina che abbiamo utilizzato per andare da Milano a Bari, ed andare verso il Sole che è la Stella più vicino a noi, ed è molto più distante della Luna. 

Anziché 3 giorni, l’Apollo 11 ci impiegherebbe 150 giorni.

appunti inquinamento luminoso
Anche noi abbiamo dovuto prendere appunti per capire al meglio

Per andare sulla Stella più vicina a noi che non è il Sole, che è Proxima Centario ci vorrebbero circa 100 mila anni e se volessimo attraversare la nostra galassia, che è tutto l’insieme di stelle che noi chiamiamo Via Lattea, ci vorrebbero circa 1 trilione di anni.

Purtroppo però, o per fortuna, la nostra galassia non è l’unica, ci sono più di 200 miliardi di galassie nel nostro universo e ciascuna è distante dall’altra ad una distanza maggiore della grandezza della galassia stessa.

Tutto questo viaggio per dare un’idea di quanto siamo piccoli ma anche di quanto sia importante salvaguardare la vita sulla Terra.

Il Sistema Solare e l’Apollo 11

Vita su Marte

Pensare che la tecnologia ci salverà è un discorso estremamente egoistico e secondo Igor insensato. D’altro canto è giusto porsi delle domande e provare a darsi delle risposte.

Marte è un deserto, quindi anche se mandassimo in malora il nostro pianeta l’ipotesi di mandare un’intera civiltà in un deserto non è necessariamente un passo in avanti. 

Sono state rinvenute delle tracce di vita o delle condizioni simili, ma per affermare che sia un pianeta vivibile ci sta un oceano in mezzo. 

Gli scienziati si stanno concentrando sullo studio degli Esopianeti, pianeti che non gravitano intorno al Sole, extrasolari. Durante le loro ricerche si stanno scoprendo molti pianeti simili alla Terra e in tanti si stanno chiedendo se questi possano diventare dei validi sostituti. Se anche ci fosse vita su quei pianeti, ci vorrebbero almeno 100 mila anni per raggiungere la stella più vicina. 

Potrebbero quindi esserci delle opzioni interessanti da analizzare, ma questo non giustifica i comportamenti che danneggiano la Terra.

E gli alieni? 👽

“Esistono più di 200 miliardi di galassie nell’universo e solo nella nostra galassia ci sono 200 miliardi di stelle e tante di queste stelle hanno diversi pianeti che orbitano intorno a loro.  Anche se le condizioni per creare la vita sono difficilissime da ottenere, statisticamente ci sono alcune possibilità per cui la vita si sia sviluppata anche altrove

Ci sono poi anche delle equazioni, come quella di Drake, che ci possono dare una stima delle probabilità che abbiamo di entrare in contatto con altre civiltà intelligenti, intelligenti nel senso in grado di comunicare al di fuori del loro pianeta. 

La prospettiva più interessante  e affascinante di tutte è quella di capire se è possibile sviluppare la vita in modo completamente diverso da come si è sviluppata sulla Terra. Non basate sulla chimica del carbonio che è la base della biologia. Questa sarebbe davvero una delle scoperte più importanti della storia, a mio parere.” 

“L’universo e la natura ci hanno insegnato che c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire e che è in grado di sorprenderci.”

Igor Andreoni, astrofisico al Caltech.

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